Una San Severo che non siamo abituati a vedere.

2 dicembre 2018

Una sala piena, pienissima. Quasi 300 persone per uno spettacolo teatrale.  In una settimana che è stata per la nostra città di fuoco, e nel  senso più stretto. Una settimana da ricordare, forse storica.  Non posso fare finta di non pensarci. Una settimana dove grazie a  ciò che ci caratterizza da sempre: mafia, rapine, siamo  stati  di nuovo presenti nei Tg nazionali. Per l’ennesima volta ci è scappato il morto!  E’ triste leggere anche i commenti a tali episodi, dove sembra che c’è una buona parte di sanseveresi che li tollerano e convivono benissimo con un certo tipo di situazioni.  Una sensazione di tristezza e sconforto ti assale, ma accade che nella stessa settimana un’associazione si faccia promotore di uno spettacolo teatrale e così porta nella sala conferenza di una chiesa vicinissima al luogo del delitto tra l’altro, la storia di Bashir, rifugiato afgano. Chi fa teatro in città sa quanto è difficile portare gente a teatro. Noi siamo stati felicissimi del risultato. Vedere una sala così piena e attenta. Ricevere tanti feedback positivi. Sì è frutto del lavoro di tutti i soci, amici e simpatizzanti dell’associazione ma è un segno di speranza. Forse non è tutto perduto. Forse siamo ancora in tempo per un cambiamento che per quanto necessariamente debba passare per le istituzioni, la parte dei singoli può ancora  fare  la differenza.

 

Lo spettacolo “La Bicicletta di Bashir” di e con Gianni Calastri musiche di Marzio del Testa e poesie di Bashir Ahmad Ahmadi ha emozionato, è arrivato al cuore e  all’anima dei presenti.

Com’è stato lo spettacolo? …………   “ Bello, emozionante”    ” Uno spettacolo che solca l’anima, genera brividi e non lascia indifferenti”     “Toccante”      “Ancora una volta Il BAOBAB ha aperto la sua finestra al mondo e alla vita. Un grazie per aver creduto nella proposta”. ..….   Questi sono solo alcuni dei commenti.

Ho assistito allo spettacolo da una posizione diversa da quella di spettatore.

Ho incontrato Gianni Calastri la sera prima dell’evento. Ho avuto il testo, ascoltato le musiche. La mattina abbiamo tenuto lo spettacolo presso la scuola  “ISISS Fiani – Leccisotti”  di Torremaggiore(FG).  Per la prima volta assistevo alla storia e provavo a essere all’altezza del compito affidatomi!

Dal mio punto di vista lo spettacolo ti fa venire voglia di rincorrere Bashir con la sua bicicletta. Di volerci salire  su, farci un giro. Tendergli una mano. Essere lì ad aspettarlo al suo arrivo in Italia per porgergli una coperta, dei biscotti e una bevanda calda.  Non puoi sentire distante la sua storia quando vivi in una terra che si svuota sempre di più, in una nazione che ti spinge ad andare via.  I sentimenti sono universali e così  rabbia,  dolore, amicizia,  felicità, li ripercorri insieme a Bashir. Non è solo la storia di un rifugiato, di quelli che possiamo incontrare nelle città dove sono presenti centri di accoglienza e simili. Vivi le emozioni di Bashir e attraverso la poesia entri in relazione con lui e con te stesso.

Lo spettacolo mescola poesia, musica e teatro. E’ una sfida difficile da vincere. Ci riesce?

A mio avviso sì, ma non riesco a essere obiettiva. Lascio i commenti ,  le opinioni  di corridoio e quelle più tecniche a chi è stato presente allo spettacolo.

Ringrazio di cuore, da parte dell’associazione  Il BAOBAB, tutti coloro che hanno accettato il nostro invito. Alla prossima e speriamo di rivedere presto Gianni Calastri dalle nostre parti.

Lucia – Il Baobab.

 

 

Voglio un giorno

Un giorno dalla vita

Voglio un domani che non sia oggi

Né ieri né l’altro ieri

E neanche i giorni prima

Voglio un giorno

Un giorno che

Non sia la ripetizione di altri giorni

Solo un giorno

In cui sedermi a contemplare

 

Rametto per rametto

I boccioli traboccanti di pace

Dell’albero dell’amore.

16,07,2011

(Bashir Ahmad Ahmadi)

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